Il whistleblowing è una pratica che coinvolge la segnalazione di illeciti o comportamenti scorretti all’interno di un’organizzazione, come aziende private o enti pubblici. Questo può includere il rivelare informazioni su violazioni di leggi, regolamenti, norme etiche o pratiche aziendali.
Il testo menziona il decreto legislativo 24/2023, che norma il whistleblowing in Italia, imponendo agli enti pubblici e alle aziende importanti adempimenti e prevedendo sanzioni fino a 50.000 euro per la mancata conformità.
Le segnalazioni di whistleblowing possono riguardare diversi tipi di illeciti, come:
– amministrativi
– contabili
– civili
– penali
Nonché condotte illecite rilevanti secondo il decreto legislativo 231/2001. Inoltre, possono coprire ambiti specifici legati agli atti dell’Unione europea o nazionali in settori come appalti pubblici, finanza, ambiente, sicurezza alimentare, privacy e sicurezza informatica.
Coloro che possono inviare segnalazioni di whistleblowing includono dipendenti, consulenti, collaboratori, ex dipendenti, clienti, fornitori, tirocinanti e azionisti.
La piattaforma assicura la riservatezza del segnalante e del contenuto della segnalazione attraverso strumenti di crittografia, garantendo la conformità al GDPR. La tutela del whistleblower è importante, e l’identità del segnalante non può essere rivelata a persone diverse da coloro competenti a gestire la segnalazione.
Il regolamento italiano sul whistleblowing è stato aggiornato con il decreto legislativo del 10 marzo 2023, n. 24, che recepisce la direttiva (UE) 2019/1937. Questo regolamento amplia i soggetti tenuti a dotarsi di strumenti per le segnalazioni, inclusi le aziende private con almeno 50 dipendenti, e offre una maggiore tutela ai whistleblower.
La gestione del whistleblowing non solo rappresenta un obbligo di legge, ma offre anche alle aziende l’opportunità di minimizzare i rischi di illeciti, garantendo trasparenza e integrità.